Cezanne HR

Cosa aspettarci dal 2018 nell’ambito HR?

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Come ogni anno, gennaio si apre tirando le somme sui 12 mesi precedenti e pianificando le attività per l’anno che comincia. Questo vale in qualsiasi ambito aziendale, ogni responsabile e manager si trova infatti davanti alla domanda: “A quali aspetti del mio lavoro devo prestare attenzione nei prossimi mesi? Quali sono le novità del mio ambito di riferimento?”

Anche chi si occupa di risorse umane non potrà esimersi. Per questa ragione abbiamo raccolto alcuni dei temi che sembrano essere al centro di ogni dibattito HR per il 2018.

Il 25 Maggio 2018 entra in vigore il GDPR (General Data Protection Regulation) con cui l’Unione Europea rafforza la protezione dei dati di tutti i cittadini europei. Si tratta di una normativa che impatterà in maniera trasversale tutte le organizzazioni e, soprattutto per chi si occupa di HR in azienda non è da sottovalutare, poiché impone diverse nuove attenzioni alla gestione dei dati del personale e sanzioni, per chi non adempia agli obblighi, fino al 4% del fatturato aziendale mondiale annuo. Se siete tra i pochi che si sono organizzati per tempo, non dovrete preoccuparvi, ma se, come sempre in Italia, siete con l’acqua alla gola per adeguarvi alla nuova normativa, è senza alcun dubbio questo il tema dei prossimi mesi. Gli uffici risorse umane saranno fortemente impegnati a lavorare per portare la gestione dei dati del personale alla completa compliance rispetto al GDPR.

Da parte nostra abbiamo lavorato affinché il nostro software soddisfi i criteri previsti dal GDPR ed agevoli le aziende a mettere in moto un processo strutturato per la tutela della privacy e la gestione dei dati dei dipendenti.

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Ne parliamo da anni è vero, ma è sempre più evidente che crescita del business e benessere dei dipendenti vanno di pari passo; per questo rimarrà un tema centrale anche nel 2018: le risorse umane presteranno attenzione al benessere fisico e mentale del team, proponendo iniziative, individuali o di gruppo, che incentivino l’attenzione per la propria salute.

Molte aziende per esempio, stanno introducendo pasti più sani nella mensa aziendale, macchinette con merendine più salutari, incentivano l’esigenza della pausa dal pc ogni due ore, così come una boccata d’aria fresca in pausa pranzo. Altro aspetto del welfare è quello della soddisfazione dei dipendenti: attività di team building ed una maggiore vicinanza con manager e responsabili possono fare molto in questa direzione, creando il terreno ideale affinché le persone si sentano apprezzate ed ascoltate.

Nel 2018 grande attenzione verrà dedicata alla produttività, non solo aziendale, ma individuale di ogni singolo dipendente. Le HR si impegneranno per comprendere come fare un miglior uso del potenziale di ciascun collaboratore, sfruttando appieno tutte le sue skill anche quelle ancora non emerse nel suo ruolo. Per farlo, grande centralità acquisiranno le analitiche HR: solo una raccolta ed analisi dei dati completa e coerente potrà fornire le informazioni necessarie per comprendere quali siano le caratteristiche delle persone e dei team meglio performanti.

Ormai è evidente come sempre più ruoli professionali manchino della fissità di un tempo: i confini sono sempre più labili, i ruoli meno definiti così come i settori d’attività di ciascun collaboratore. Non ragioniamo più a compartimenti stagni all’interno dell’azienda, soprattutto in funzione dell’entrata nel team dei millenials, alla costante ricerca di nuovi stimoli e quindi più propensi a cambiare ruolo, non solo in verticale, ma anche in orizzontale, dipartimento ed organizzazione. Per queste ragioni il focus di chi si occupa di risorse umane deve spostarsi dalla definizione alle singole attività e competenze trasversali utilizzabili diversamente in diverse posizioni professionali.

La formazione dei propri collaboratori è fondamentale, sia per la crescita dell’azienda che per la soddisfazione di ciascun dipendente che si sentirà considerato, ricco di opportunità ed eviterà il rischio di noia ed apatia. È importante però offrire opportunità di crescita e formazione che risultino adeguate a ciascun individuo, sfidanti, ma non impossibili. Proporre corsi troppo lunghi o impegnativi rischia di demotivare il collaboratore che si sentirà sotto pressione per il tempo sottratto al lavoro e le attività che si accumulano, l’impegno richiesto e la mole di cose da apprendere. Offrire la possibilità di seguire micro corsi o di apprendere sul campo in affiancamento a colleghi più esperti potrebbe essere la soluzione per conciliare il desiderio di crescita e i ritmi di un mondo del alvoro sempre più frenetico.

Migliorare la comunicazione interna all’azienda, tra colleghi, con i responsabili ed il management, è fondamentale per permettere la buona riuscita di qualunque iniziativa di crescita. Per questo nel 2018 prenderà sempre più piede il marketing interno che consenta ad ogni collaboratore di riconoscersi nell’organizzazione per cui lavora e di condividerne valori e vision. Gli strumenti a nostra disposizione sono sempre di più: sistemi di chat, software HR in cui archiviare i documenti fondamentali e dove condividere tramite il portale risorse umane tutte le notizie in merito a iniziative interne e novità.

Martina Tattini

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