Si possono davvero chiamare ferie?

Ormai siamo rientrati in ufficio da un paio di settimane ed il lavoro dovrebbe essere tornato a pieno regime, tanto da farci già pensare alle prossime vacanze.

Ma la gestione delle ferie diventa una problematica sempre più sentita in ambito HR, non solo dal punto di vista organizzativo; gestire nel modo migliore il proprio tempo libero è una questione che affligge tutti all’interno di un’azienda: a quanti di voi sarà successo di essere in spiaggia e controllare le mail, di avere appena finito una discesa con gli sci e ricevere una telefonata da un cliente o un collega?

Diverse ricerche mostrano che due manager su cinque non sfruttano tutte le giornate di ferie a loro disposizione, ed un 50% ammette di lavorare anche in vacanza.

Di primo impatto potreste pensare che sia un bene per la produttività aziendale, più tempo dedicato al lavoro e quindi risultati migliori, ma chi si occupa di Risorse Umane sa che non è così: un buon equilibrio tra vita privata e lavoro ha un forte impatto sulle performance in azienda. Per questo è fondamentale assicurarsi che i periodi di ferie siano realmente momenti in cui mettere da parte le attività della vita quotidiana causa di stress.

Una delle ragioni per cui in molti non rinunciano ad una mezz’ora giornaliera di lavoro nemmeno durante le ferie, è il timore, al rientro in ufficio, di trovarsi sommersi da attività urgenti, scadenze e richieste, capaci di cancellare in una mattinata tutto il relax accumulato. Una pausa reale e totale può aiutare ad affrontare meglio lo stress da rientro: allontanarsi dalle incombenze di tutti i giorni ci consente di entrare meglio in comunicazione con noi stessi e le nostre necessità, la famiglia e gli amici, rivelandosi un’importante opportunità per ricaricare le batterie e tornare a lavoro pronti per le nuove sfide che si presenteranno.

È innegabile che avere il controllo sulle proprie attività ed avere possibilità decisionale aiuta il coinvolgimento ed il livello delle performance, per questo è bene riflettere sul livello di flessibilità concesso in azienda. È davvero così importante che tutti finiscano le ferie entro l’anno? O possiamo concedere che qualche giorno venga sfruttato quando il dipendente ne sentirà di più la necessità, e non in un momento in cui può essere oberato di compiti da portare a termine, costringendolo a trascorrere le ferie preoccupandosi di queste scadenze?

Le organizzazioni devono assicurarsi che un carico eccessivo di attività non impedisca a manager e dipendenti di concedersi dei periodi di pausa perché sotto pressione o a causa di una gestione del tempo inefficiente. Da questo punto di vista la tecnologia può fare molto per aiutare i manager a gestire efficacemente il proprio team ed assicurarsi che i dipendenti si prendano le ferie nel momento più opportuno, per loro e per le esigenze aziendali.

Tracciare assenze e livelli di performance attraverso sistemi HR è più semplice ed agevola l’identificazione di problematiche e disagi: per esempio un software di gestione delle risorse umane aiuta ad individuare un eventuale correlazione tra ferie non godute e basse performance, ed ad organizzare un calendario di team che garantisca in ogni momento la forza lavoro necessaria per l’avanzamento del business.

Che importanza date in azienda ad una corretta gestione delle ferie? Quali strategie adottate per conciliare esigenze personali e di business?

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