Supportare i collaboratori sotto pressione: 5 suggerimenti

Ripensa ad un momento in cui ti sei sentito sotto pressione al lavoro: magari si stava avvicinando una scadenza importante, o era sovraccaricato da troppi compiti da terminare e dalla mancanza di risorse necessarie. Un po’ di stress può essere utile per incitarci a dare il massimo, molte persone sono più produttive quando sotto pressione, ma se questo stato si protrae troppo a lungo può portare al burnout e, in casi estremi, causare problematiche quali ansia o depressione.

Quando all’interno di un team qualcuno sperimenta situazioni di disagio, è necessario che l’azienda riesca a dimostrare il proprio sostegno e nessuno si senta solo od isolato. Ogni dipendente deve sentirsi libero di discutere apertamente delle problematiche che affronta e sentire l’appoggio di colleghi, management ed HR.

Cosa possono fare le risorse umane per supportare i collaboratori che si sentono sotto pressione?

Abbiamo raccolto 5 suggerimenti adatti a qualunque tipo di organizzazione.

1- Costruire un’atmosfera supportiva

Spesso è l’azione più piccola che conta di più. Un team che affronta una crisi, per esempio, apprezzerà che una figura senior se ne interessi attivamente, fornendo una guida chiara e magari “mettendo le mani in pasta” per contribuire alla risoluzione del problema. Qualcuno che sta lavorando a ritmi incessanti per rispettare una scadenza che si avvicina, avrà bisogno che ci sia qualcun altro ad accorgersi che non ha nemmeno avuto tempo di mangiare e che gli ordini una pizza.

Pensa al modo in cui puoi agire per mettere in piedi meccanismi di supporto ed incoraggia tutte le persone dell’organizzazione a sviluppare e condividere un senso di responsabilità. È già stato dimostrato quanto sia importante che un’azienda offra supporto ai suoi collaboratori, per questo è fondamentale creare un ambiente che agevoli condivisione ed appoggio. Prestate quindi anche attenzione all’ambiente fisico dell’azienda. affiché risulti accogliente e metta  aproprio agio chi sta affrontando una difficoltà e desidera parlarne.

2- Aiutare i dipendenti a mantenere l’equilibrio

Un collaboratore sarà più propenso a dare il massimo in una cultura che supporti il lavoro flessibile e che si prenda cura di priorità, situazioni e di tutti quegli aspetti che consentano di lavorare al meglio. Oltre al lavoro flessibile, le organizzazioni possono promuovere attivamente alcune attività che aiutino le persone a mantenere una prospettiva bilanciata ed uno stile di vita sano: pubblicate sul portale HR aziendale notizie sugli eventi più interessanti che si svolgono vicino all’azienda, o organizzate voi qualche piccola iniziativa nell’orario di lavoro.

Nella società moderna “sempre accesa” è importante sottolineare l’importanza di staccare totalmente dal lavoro quando si torna a casa. Ma proprio perchè siamo sempre online, è difficile staccare davvero: possiamo leggere le mail sdraiati a letto, o rispondere a chiamate di lavoro anche se in vacanza.

Le risorse umane possono dare il loro contributo chiarendo che l’azienda non vuole i suoi collaboratori sempre connessi, ma che il tempo di distacco dal lavoro è importante; alcune organizzazioni hanno addirittura bloccato la possibilità di mandare mail fuori dall’orario di lavoro proprio per evitare una sovrapposizione costante tra vita privata e lavoro.

3- Comunicare uno scopo chiaro

L’obiettivo di alcune organizzazioni è chiaro e facilmente identificabile e comprensibile dalle persone che ci lavorano. Questo non vale, tuttavia, per ogni azienda. Comunicare scopi e visione in modo chiaro ai propri dipendenti li aiuta a dare un senso alla loro attività ed a comprendere come il loro contributo personale si inserisca nel quadro generale. Questo aspetto è particolarmente importante nei momenti di difficoltà, quando le persone hanno bisogno di un punto di riferimento che renda più semplice affrontare cambiamenti ed ambiguità.

4- Costruire competenza e fiducia

Offrire alle persone l’opportunità di crescere ed imparare è una parte importante del lavoro di aiuto quando si sentono sotto pressione. Nonostante, come abbiamo già detto, alcune persone siano stimolate dai periodi stressanti, per altre non è così. Il management e le risorse umane devono aiutare i membri del team a costruire una maggiore fiducia grazie ad attività di formazione mirate, supporto e piani di sviluppo che aiutino ciascuno a migliorare le proprie competenze. Questo non significa necessariamente prendere parte a corsi lunghi e costosi, anche attività di coaching, affiancamento, o semplice condivisione delle competenze possono essere efficaci perchè ciascuno costruisca la propria formazione e si senta più sicuro delle proprie capacità.

5- Pianificare colloqui regolari

Ciascuno affronta i momenti stressanti in modi differenti. Creare una cultura del confronto, che preveda incontri frequenti ed informali affiancati a processi di valutazione delle performance più strutturati, aiuterà i manager a non perdere di vista chi abbia bisogno di sostegno. Prendetevi del tempo per parlare con le persone e create un clima in cui ciascuno si senta libero di esprimersi senza timori.

Le organizzazioni che dedicano tempo e risorse a comprendere le pressioni affrontate dai propri collaboratori e sviluppano strategie per sostenerli, riescono a creare un ambiente di lavoro più sano e resiliente ed una forza lavoro più coinvolta, motivata e produttiva. La chiave è comprendere quali iniziative siano più funzionali alla vostra azienda ed essere pronti a rispondere con flessibilità alle diverse situazioni.

 

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