Che cosa sta cercando?

Ciò che l’HR vuole davvero per Natale quest’anno, in sintesi:

L’HR ha vissuto un anno intenso. Dai dibattiti sul lavoro ibrido e l’aumento delle richieste di compliance, fino all’ansia legata all’IA e ai team sotto pressione, questo blog natalizio esplora ciò che i professionisti HR desiderano davvero per Natale – con umorismo, onestà e zero tazze gadget.

Dicembre è arrivato e la stagione delle feste è ormai ufficialmente iniziata.
In ufficio si finge di rallentare, i calendari sono sospettosamente “bloccati per tempo di pianificazione” e l’HR, ancora una volta, sta facendo da terapeuta, arbitro, traduttore di policy e valutatore non ufficiale dei rischi della festa di Natale. Perché mentre tutti gli altri contano i giorni che li separano dalle ferie, l’HR sta chiudendo un anno che è stato… beh, parecchio impegnativo.

Negli ultimi 12 mesi, i team HR si sono destreggiati tra dibattiti sul lavoro ibrido che sembrano non finire mai, una pressione crescente per dimostrare il proprio valore attraverso i dati, un elenco sempre più lungo di aspettative in materia di compliance e una forza lavoro che, giustamente, vuole flessibilità, equità e significato – idealmente tutto insieme. Se a questo si aggiungono manager che hanno ancora bisogno di “solo un’ultima chiacchierata” sulle performance e sistemi che non sempre semplificano la vita, è giusto dire che l’HR si è meritato la sua pausa festiva.

Il ruolo dell’HR – e anche del payroll – non è mai stato così visibile, così strategico o così sotto pressione. Dalla gestione delle conversazioni sulla trasparenza retributiva e dell’ansia legata all’IA, al mantenimento del coinvolgimento in team che raramente siedono nella stessa stanza, l’HR ha passato l’anno a tenere tutto insieme in silenzio, mentre tutti gli altri discutevano su dove dovrebbero lavorare.

Quindi, mentre si accendono le lucine e i messaggi di assenza iniziano a moltiplicarsi, sembra il momento giusto per chiedersi: cosa vuole davvero l’HR per Natale quest’anno?

E, spoiler: non è un’altra tazza gadget, un’eccezione dell’ultimo minuto a una policy o una “domanda veloce” fatta alle 16:58 dell’ultimo giorno lavorativo dell’anno…

Meno “domande veloci” (che decisamente non sono veloci)

All’HR piacerebbe un miracolo natalizio in cui “solo una domanda veloce” sia davvero veloce. O meglio ancora, in cui le persone controllino la policy prima di chiedere. Punti bonus se i manager smettono di dire: “Gliel’ho già promesso, puoi semplicemente farlo funzionare?”

No. No, non possiamo.

Sistemi che comunicano davvero tra loro

Quest’anno, il desiderio festivo dell’HR è semplice: tecnologia che funzioni senza soluzioni improvvisate o rattoppi. Questo significa:

  • Niente più fogli di calcolo che fingono di essere sistemi

  • Niente più reinserimento degli stessi dati cinque volte

  • Niente più momenti di panico legati al payroll a dicembre

Solo un sistema HR affidabile, che non richieda un dottorato, tre schede del browser aperte e una preghiera sussurrata.

Onestamente? Babbo Natale potrebbe fermarsi qui.

Manager che fanno davvero i manager

L’HR gradirebbe molto una calza piena di manager che:

  • Affrontano le conversazioni di performance prima che ci sia una crisi

  • Comprendono la policy sulle assenze

  • Non aspettano la vigilia di Natale per segnalare un “piccolo problema”

La formazione aiuta. La responsabilità aiuta di più. Il vin brulé, purtroppo, non conta come sviluppo.

Un po’ meno gestione delle emergenze, un po’ più pensiero strategico

L’HR non ha scelto questa professione per passare le giornate a inseguire moduli mancanti e calmare il panico dell’ultimo minuto. Quello che desidera davvero è avere tempo per concentrarsi sulla strategia delle persone, non su un triage amministrativo continuo.

Perché l’HR funziona al meglio quando:

  • Pianifica, invece di reagire

  • Supporta la crescita, invece di tappare buchi

  • Aiuta l’azienda a guardare avanti, non costantemente indietro

Desiderio festivo: meno emergenze. O almeno emergenze che non siano del tutto evitabili.

Coinvolgimento dei dipendenti che vada oltre la pizza

Sì, alla gente piace la pizza. Ma no: non è una strategia di cultura aziendale. L’HR vorrebbe iniziative di engagement che:

  • Riflettano davvero il modo in cui le persone lavorano oggi

  • Includano in modo adeguato i dipendenti remoti e ibridi

  • Non si basino solo sul “divertimento”, ignorando carichi di lavoro, chiarezza e fiducia

A quanto pare, le persone vogliono sentirsi ascoltate tutto l’anno, non solo a dicembre.

Dati utili (non solo più dati)

Un’altra voce nella lista dell’HR? Insight, non sovraccarico di informazioni. Le dashboard sono ottime. Le metriche sono piacevoli. Ma ciò che l’HR vuole davvero è:

  • Dati che raccontino una storia

  • Insight che supportino decisioni migliori

  • Prove che l’HR stia generando un reale valore per il business

Meno “ecco 47 grafici”, più “ecco cosa dovremmo fare davvero adesso”.

Un budget che riconosca la realtà

L’HR non si aspetta miracoli. Ma un budget che:

  • Sia allineato alle aspettative che gravano su di loro

  • Copra l’essenziale senza negoziazioni eroiche

  • Non scompaia ogni volta che le cose si fanno difficili

…sarebbe davvero molto apprezzato. Preferibilmente impacchettato e con l’etichetta “approvato”.

Desiderio finale: un dicembre tranquillo (sì, lo sappiamo, stiamo sognando)

Più di ogni altra cosa, l’HR vorrebbe una stagione festiva con:

  • Meno crisi dell’ultimo minuto

  • Aspettative ragionevoli

  • Un po’ di apprezzamento sincero

E magari – solo magari – una pausa natalizia che sembri davvero una pausa.

Da parte di tutti noi di Cezanne, auguriamo a tutti i nostri clienti, follower e agli straordinari professionisti HR e payroll un Natale sereno e felice.

Martina Tattini author image

Martina Tattini