Cosa imparare sulla produttività dalle scienze comportamentali…

Pensando a delle strategie efficaci per rendere il team più motivato e produttivo, ci soffermiamo quasi sempre su grandi incentivi: un aumento di stipendio, un grande evento di team-building, un programma premiante… Ci dimentichiamo però che spesso sono piccoli cambiamenti nell’atteggiamento di leader e manager ad influenzare positivamente i collaboratori.

La crescita costante delle ricerche nell’ambito delle scienze comportamentali ci consente di comprendere sempre meglio cosa contribuisce a migliorare le performance del nostro cervello, quale tipologia di formazione attecchisce meglio nella memoria e cosa ci aiuta ad essere più resilienti.

Se pensiamo però alle nostre giornate lavorative, molte attività ci allontanano dalla creazione di team felici e produttivi: siamo incollati ai nostri telefoni 24 ore al giorno, spesso per lavoro saltiamo il pranzo o la colazione, per arrivare a livelli tali di pressione che facilitano la competizione piuttosto che incentivare la collaborazione, l’esatto opposto di ciò che le neuroscienze suggeriscono per far fiorire creatività ed innovazione. Ci sono abitudini difficili da cancellare: a tutti infatti capita di chattare su whatsapp o dare un’occhiata a facebook quando dovremmo essere concentrati su altro. Ma tu come manager o responsabile HR puoi fare qualcosa per modificare queste prassi sbagliate.

Scoraggia il multitasking

Siamo portati a pensare che il multitasking sia positivo: la capacità di fare più cose contemporaneamente ci è stata venduta come una competenza imprescindibile. La verità è che dovremmo smettere subito! Il nostro cervello non è predisposto per fare più cose allo stesso tempo e bene. In realtà quando pensiamo di essere multitasking stiamo solamente passando in fretta da un’attività all’altra; questo induce un aumento nella produzione del cortisolo, un ormone associabile allo stress che aumenta l’adrenalina e porta stress, confusione ed errori. Rifletti su cosa puoi fare per aiutare le persone a concentrarsi su di un compito alla volta, chiarendo per esempio che non gli è richiesto di rispondere immediatamente alle mail o alle chiamate che ricevono se impegnati in altro. Cerca di essere tu per primo da esempio evitando di sobbarcarti troppi compiti contemporaneamente.

Incentiva pause regolari

Il presenzialismo è una delle piaghe del mondo del lavoro: purtroppo vi sono organizzazioni in cui uscire all’ora stabilita o godersi tutta la pausa pranzo è malvisto, come sintomo di poca voglia di lavorare. È tuo compito invece incoraggiare le persone a prendersi pause regolarmente, solo così avranno le energie giuste per essere davvero produttive: lavorare troppo tempo consecutivo porta un declino nella qualità del lavoro e dell’entusiasmo. Devi far capire che non c’è niente di male nel prendersi qualche momento di riposo, magari per fare due passi all’aria aperta. Hai dei collaboratori che fanno sempre straordinario o che non prendono mai ferie? Fagli capire che gli serve tempo per ricaricarsi.

Sottolinea i buoni risultati

Quasi sempre ci rivolgiamo a qualcuno solo quando le cose non vanno come dovrebbero, dimenticandoci invece del valore dei complimenti se un progetto è riuscito o si è raggiunto un risultato positivo. Dare valore a quelle attività in cui un collaboratore si è mostrato particolarmente brillante è importante per incentivarlo a fare sempre meglio. Non significa ignorare problemi e difficoltà, ma affrontarli sottolineando anche ciò che di buono siamo riusciti a realizzare. Le persone che ricevono critiche si mettono subito sulla difensiva, cercando di giustificarsi piuttosto che di risolvere il problema. Fate capire che si lavora tutti insieme per l’obbiettivo condividendo errori e soddisfazioni.

Incoraggia l’autonomia

Ciò che più incoraggia la crescita è uscire dalla propria comfort zone per avventurarsi in attività nuove e non routinarie. Nel farlo a volte ci sentiamo smarriti. Accade infatti che i nostri collaboratori si limitino a dirci che non possono portare a termine un compito perché non è il loro ambito di lavoro o gli mancano alcune competenze. Di fronte a queste situazioni la reazione istintiva è sostituirsi a queste persone, prendendosi in carico il problema e portando a termine l’attività. La conseguenza è che le persone saranno sempre spinte a non provare ed a chiedere il vostro aiuto, situazione che non incentiva impegno e creatività. Mostratevi comprensivi di fronte ad una difficoltà, ma sottolineate che se è stato assegnato un compito ad una persona specifica è perché ritenete abbia gli strumenti per portarlo a termine. Dategli tempo, spazio e consigli, ma non sostituitevi a lui.

Pratica l’inclusione

Le persone sono creature sociali, e solo in gruppo può fiorire l’innovazione. È necessario sentirsi parte di un gruppo, valorizzati e rispettati e percepire che vi è equità di trattamento all’interno dell’organizzazione. Se le persone sentono di essere state escluse senza ragione da un progetto importante, o hanno la percezione che i loro sforzi non vengano apprezzati, assumeranno comportamenti ostili e poco collaborativi. Spetta a te creare un’atmosfera di inclusione: cosa puoi fare affinché le persone si conoscano meglio? E cosa per sottolineare successi e buoni risultati di team?

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