Il tuo programma di wellness non funziona? Ecco perchè!

Il benessere in azienda è senza dubbio uno dei temi caldi al momento nel mondo HR: se ne parla ad ogni conferenza, in ogni rivista specializzata compare almeno un articolo in merito alle modalità in cui le organizzazioni investono in questo contesto.

In Inghilterra è stata portata a termine una ricerca che sottolinea come vi sia un problema a livello di benessere aziendale che non può più essere ignorato: 23 milioni di giornate lavorative sono state perse nel 2014/2015 a causa di malattie lavoro-correlate come stress, depressione, ansia e dolori muscolo-scheletrici. La situazione dell’Italia non è sicuramente migliore.

Vi sono programmi di wellness molto lodevoli in diverse aziende, ma bisogna riflettere se siano solo cerotti utilizzati per coprire una ferita ormai troppo ampia. Non sarebbe meglio evitare di sovraccaricare i collaboratori con richieste irrealistiche ed aspettative che risultano essere la prima causa di stress e difficoltà?

Nella nostra società attiva 24/7 no-stop, le organizzazioni sembrano aspettarsi sempre di più dal loro staff, pur offrendo sempre meno supporto: essere sempre disponibili, rispondere rapidamente alle mail e ad ogni richiesta dei clienti, anche se irragionevole. Puoi spingere le persone sempre oltre, ma è inevitabile che il loro equilibrio prima o poi ceda.

Quindi cosa può fare la tua azienda, e cosa tu personalmente, per arrivare alla radice del problema e creare una cultura aziendale del benessere?

Scoraggia il presenzialismo

Molte persone tendono a pensare che lavorare più ore del dovuto ed anche quando le condizioni di salute mentale e fisica chiederebbero uno stop, le metta in buona luce con i loro superiori e possa dare una spinta positiva alla loro carriera. Ciascuno prende l’esempio da chi siede sopra di lui, se il management dell’azienda tende quindi ad eccedere con le ore di lavoro, buona parte dello staff farà lo stesso e si diffonderà rapidamente la cultura dell’”orario lungo”. È necessario far comprendere che fermarsi fino a tardi in ufficio per chiudere un progetto importante sarà sempre apprezzato, ma che non deve diventare la prassi quotidiana. Comincia dando il buon esempio: non fermarti a lavoro troppo dopo l’orario previsto se non è strettamente necessario.

Invita a staccare la spina

Solo perché hai la possibilità di essere collegato H24, non significa che tu debba farlo. Ci sono tantissimi ricerche sui danni che comporta stare collegati a telefono e tablet fino ad un secondo prima di dormire. Altre indagini sottolineano poi come un fare multitasking ostacoli la produttività, anziché migliorarla e come sia meglio concentrarsi su un compito alla volta piuttosto che interrompersi in continuazione per rispondere all’ultima mail.

Incoraggia ciascuno a prendersi delle pause regolarmente ed a spegnere le notifiche delle mail quando impegnati su un compito impegnativo. Come manager rifletti sull’impatto che ha sul team ricevere tue email la domenica o a mezzanotte: tu puoi scegliere di lavorare anche fuori orario, ma quando ai dipendenti arriva la tua mail si sentiranno sotto pressione poiché non stanno facendo lo stesso. Puoi preparare la mail, salvarla in bozze ed inviarla immediatamente lunedì mattina.

Rivedi le modalità di organizzazione del lavoro

Rifletti: il modo in cui organizzate il lavoro mette pressione ai dipendenti anche quando non necessario? Evita per esempio di programmare riunioni una dietro l’altra così tutti avranno tempo tra le due per fare una pausa e prepararsi. Cerca di non accumulare troppe attività durante la giornata, e prenditi una pausa pranzo rilassante e della giusta durata. Considera sempre la mole di compiti che stai assegnando a ciascuno e cerca di bilanciarli correttamente. Le persone perderanno rapidamente il controllo se li sottoponi ad attività complesse e faticose una dietro l’altra senza lasciarli rifiatare: impegnati affinché vi sia varietà nei compiti di ciascuno, in modo da assegnare saltuariamente ad ogni membro del team compiti meno stressanti e più creativi.

Chiarisci gli obbiettivi

Lo stress sul posto di lavoro spesso aumenta poiché le persone vengono spinte in tutte le direzioni, lavorando su troppe cose allo stesso tempo: la lista delle attività si allunga ogni giorno di più, trovandosi a perdere tempo anche su incombenze non immediatamente necessarie, la pressione cresce e molti sentono di non farcela più. Assicurati quindi di avere incontri regolari con il tuo team in cui chiarisci obbiettivi e priorità: sapere esattamente cosa ci si aspetta e quali siano le scadenze, aiuterà ciascun membro della squadra a concentrarsi su ciò che è necessario e ad allentare la tensione sui compiti meno importanti. Sii certo inoltre che, se richiedi venga raggiunto un certo obbiettivo, tu abbia fornito il supporto e gli strumenti necessari affinché il target possa essere effettivamente raggiunto.

Metti tutti a loro agio

Molte volte ci sentiamo stressati, ma abbiamo difficoltà ad esprimere il nostro disagio sul luogo di lavoro: temiamo che questo ci faccia apparire deboli ed incapaci e possa influenzare negativamente la nostra carriera. Nascondere i problemi sotto il tappeto, non farà altro che esacerbare la situazione. È fondamentale avere conversazioni regolari con tutti i membri del team, in modo che si sentano supportati e che possano esprimere le loro difficoltà serenamente. Le aziende devono formare i manager affinché siano in grado di riconoscere i segnali di stress ed intervenire prontamente per aiutare un dipendente in difficoltà. Come manager, non pensare di doverti sempre mostrare sereno impassibile: hai un lato umano che puoi far vedere alla tua squadra senza temere giudizi, così che tutti sentano di poter manifestare serenamente il loro disagio.

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